Il sito web di Cristina Sartori - Ill nuovo Orto Botanico di Padova
Il sito web di Cristina Sartori
Home arrow Articoli Pubblicati arrow Ill nuovo Orto Botanico di Padova
Menu principale
Home
Articoli Pubblicati
Altri Scritti
Ultime Notizie
Dicono di me
Mappa del sito
Cerca nel sito
Contatti
Articoli Pubblicati
Padre Placido Cortese, la sua vita dono del silenzio.

CORCOS. I SOGNI DELLA BELLE ÉPOQUE

L’OSSESSIONE NORDICA. BÖCKLIN, KLIMT, MUNCH E LA PITTURA ITALIANA

LA BELLA DI TIZIANO

DONNE EBREE, PROTAGONISTE DELL'ARTE ITALIANA

UGO VALERI. VOLTO RIBELLE DELLA BELLE POQUE

GRAZIELLA VIGO. VERDI IN SCENA

MANET. RITORNO A VENEZIA

GOUPIL e GLI ITALIANI DI PARIGI. Mostra a Palazzo Roverella

GIUSEPPE DE NITTIS

ARCHITETTURA Gruppo giardino storico. Il paesaggio tra natura e storia

IL MERCATO DEL TESSUTO. Storia di un negozio e di una famiglia

PADOVA 1310. PERCORSI NEI CANTIERI ARCHITETTONICI E PITTORICI DELLA BASILICA DEL SANTO.

L'ARTE SCOPRE LA DONNA DI FATICA

Il Gattamelata vuole tornare a risplendere

OSPITI AL MUSEO, La mostra ai Civici Musei di Padova

SOROLLA. I colori e il sole dAndalusia

IL DIVISIONISMO A PALAZZO ROVERELLA A ROVIGO

QUANDO LARTE DIVENTA PREGHIERA: LARPA DI LETIZIA PIVA

QUELLA DEL VAJONT, la vita di Tina Merlin

Erano prigionieri a Padova gli jugoslavi deportati dal fascismo

La Luna di Miele! Un sogno lungo un viaggio

MATRIMONIO IN TEMPO DI SOBRIETA'

VENERANDA ARCA DEL SANTO 2012 - Proseguono i restauri

VENERANDA ARCA DEL SANTO 2012 - Proseguono i restauri

IL CELESTE IMPERO: la dinastia Manci a Treviso

REMBRANDT a PADOVA e altre mostre a NordEst

RESTAURATE LE SALE SAVOIA a VILLA PISANI di STRA

LA ZONA INDUSTRIALE NORD DI PADOVA

Ill nuovo Orto Botanico di Padova

BIENNALE DI ARCHITETTURA BARBARA CAPPOCHIN V^ edizione 2011

ESPRESSIONISMO E SIMBOLISMO in mostra

ARTE IN MOSTRA - VENEZIA E L'EGITTO

LIDIA MARTINI

UN RICORDO DI LIDIA MARTINI

MOSTRE DI FINE ESTATE

PADOVA NEL RISORGIMENTO

RISORGIMENTO E CHIESA

LE GRANDI MOSTRE. Dallevento alla normalit

CHARDIN COPIA CHARDIN

MOSTRE A NORDEST

MUNCH E LO SPIRITO DEL NORD. Scandinavia nel secondo Ottocento

DA CANOVA A MODIGLIANI. IL VOLTO DELLOTTOCENTO

GIACOMO FAVRETTO Riscoperta dun maestro dellOttocento veneto e di unarte fatta di particolari

FIORI E MOSTRE FLOREALI

STORIE DI UOMINI E DI CANI

LUCIO DALLA SULLE ORME DEI FRANCESCANI

GIORGIONE, In una mostra il suo mistero

BOLDINI E SIGNORINI, Italiani d'Europa, stregati da Parigi

Restauro per Villa Contarini Ghirardi

Padovano dal respiro magiaro - Matteo Massagrande a Villa Manin

L'ATELIER DELLA DECIMA MUSA

PINACOTECA DI BRERA. DUECENTO ANNI DI STORIA

In restauro il colonnato del Bernini

ANDAR PER MOSTRE A NORD EST

RITRATTI ILLUSTRI: I Giganti Padovani

Puccini, genio e sregolatezza

Sant'Antonio approda in Russia

Il Santo cambia casa

Adelina, mai pi sulla strada

LA PADOVA POSSIBILE DI GIUSEPPE JAPPELLI

Mario Rigoni Stern. Il ricordo di Gian Antonio Stella

LA DONNA NELLA BELLE POQUE ITALIANA

I Giganti del Liviano, maestri di virt

50 Giganti vestiti di nuovo

Testimoni a rischio della vita

Jappelli in punta di lapis

Neri Marcor: un vero camaleonte dello schermo

Ottavia Piccolo attrice per caso

Veronica Pivetti, tanta voglia di ridere

Buon compleanno Cinecitt

CINEMA. INTERVISTA A GIULIO BASE, REGISTA DEL FILM "LINCHIESTA"

Tiziana Rocca. Comunicazione e personalit

A Rovigo la prima antologica su Mario Cavaglieri

Serre e Giardini d'Inverno: da semplici cedrare a spazi conviviali

Grande sporca guerra nel libro "La guerra di Giovanni" di Edoardo Pittalis

Numeri e curiosit di una grande rivista

Lorella Cuccarini, la pi amata dagli italiani

Lorella Cuccarini in Congo e Sri Lanka per Trenta Ore per la Vita

Padre Placido Cortese: il coraggio del silenzio

Tina Lepri e Diana de Feo su MADRE

Turner e gli Impressionisti a Brescia

A Padova, riapre la Scoletta del Santo

Larte e il sacro. La scommessa di Verona

Andar per Ville.. tra fasti e segreti

Luisa Corna. Una vita per cantare

Padre Peter Zago tra i bambini del Pakistan

Andrea Mantegna: 1506-2006. Cattur i primi segni del Rinascimento

Un nuovo volo per Francesco Baracca

Andrea Mantegna, l'inventore del Rinascimento

Quinta Edizione del "Premio Internazionale Sant'Antonio"

Torna visibile la Sala dell'Iscrizione del Castello della Specola

La rosa persa e ritrovata

Le Stanze del Principe. I Camerini del duca Alfonso I d'Este

Emozioni cromatiche. 35 anni di pittura di Ferruccio Gard

Filippo De Pisis a Palazzo dei Diamanti

Ville Venete - un portale per il Terzo Millennio

Marilena Rubaltelli. Lacci, barriere e tanta voglia di vivere

A Maggio si rivedr la "Rosa di sant'Antonio"

EUROPA: italiano un fiore su quattro

A La Spezia in mostra la Collezione Lia

Santa Giustina - Un cantiere aperto da oltre 400 anni

Ville Venete: il prossimo passo la tutela del paesaggio

A Gardone Riviera il Museo del Divino Infante - I Bambini di Hiky Mair

Sono tornate le ruote: ora sono le culle per la vita.

Le mostre evento del 2006

L'emozione e la storia sciolti nel paesaggio



Joshua Reynolds e l'invenzione della celebrit

Esperienze Professionali
Ufficio Stampa
Giornali
Pubblicazioni
Radio
Televisione
Formazione
Ill nuovo Orto Botanico di Padova Stampa E-mail
marted 29 novembre 2011

PROGETTAZIONE URBANA SOSTENIBILE A PADOVA: l’ampliamento dell’Orto Botanico.

Un esempio padovano di rigenerazione urbana sostenibile è rappresentato dal progetto di restauro e ampliamento dell’Orto Botanico (1545), attualmente in corso, il cui termine dei lavori è previsto per la fine del 2012 e il cui importo di spesa per l’ampliamento è di circa nove milioni di euro.

L’ Orto Botanico del XXI secolo andrà ad interessare un’area molto estesa, - oltre all’area dell’attuale Orto comprenderà anche tutta l’area ex Tre Pini, quindici mila metri quadri circa - che, per la sua ubicazione avrà il compito di raccordare tre monumenti simbolo della città di Padova: la Basilica di Santa Giustina, la Basilica di Sant’Antonio e il Prato della Valle.

Il progetto, elaborato dall’architetto Giorgio Strappazzon dello studio VS Associati di Bassano del Grappa (VI), nasce dalla convinzione che l’orto botanico del futuro dovrà rappresentare la biodiversità vegetale presente sul nostro pianeta interpretando i fenomeni che la determinano. I progettisti hanno interpretato con grande coerenza il tema della relazione tra natura e architettura, orientandosi decisamente verso la sostenibilità.

 

di Cristina Sartori, pubblicato nello Speciale Restauro del settimanale diocesano LA DIFESA DEL POPOLO, 27 novembre 2011

  


L’ Orto Botanico del XXI secolo andrà ad interessare un’area molto estesa, - oltre all’area dell’attuale Orto comprenderà anche tutta l’area ex Tre Pini, quindici mila metri quadri circa - che, per la sua ubicazione avrà il compito di raccordare tre monumenti simbolo della città di Padova: la Basilica di Santa Giustina, la Basilica di Sant’Antonio e il Prato della Valle.

Il progetto, elaborato dall’architetto Giorgio Strappazzon dello studio VS Associati di Bassano del Grappa (VI), nasce dalla convinzione che l’orto botanico del futuro dovrà rappresentare la biodiversità vegetale presente sul nostro pianeta interpretando i fenomeni che la determinano. I progettisti hanno interpretato con grande coerenza il tema della relazione tra natura e architettura, orientandosi decisamente verso la sostenibilità.

Sostenibilità declinata in due modi - spiega il progettista, architetto Giorgio Strappazzon – prima di tutto a livello di impatto ambientale con una struttura concepita come spazio aperto, in rispetto alla preesistente area Tre Pini che era appunto una zona verde, e in collegamento con il Prato della Valle. Secondariamente dal punto di vista progettuale: tutti gli edifici sono concepiti e realizzati secondo tecniche che riutilizzano le risorse esistenti riducendo il più possibile l’utilizzo di energie non rinnovabili. Oltre all’impiego di pannelli fotovoltaici – prosegue Strappazzon – tutte le vasche, le fontane, i giochi d’acqua e gli impianti di irrigazione del nuovo Orto saranno alimentati da bacini per la raccolta dell’acqua piovana che verrà pompata per produrre anche energia elettrica. Inoltre tutte le superfici di copertura non trasparenti saranno piantumate a verde, ricoperte insomma con una sorta di prato che produrrà due tipi di beneficio: la migliore coibentazione e l’isolamento termico riducendo la dispersione di calore. E non creerà impatto visivo agli edifici circostanti.

Ancora, le superfici verticali saranno trattate con il biossido di titanio che produce fotocatalisi cioè trasforma, mediante processo chimico di interazione con l’ossigeno e la luce presente nell’aria, tutte le sostanze inquinanti in sali, con un abbattimento dell’inquinamento atmosferico di 200 metri cubi al giorno. Questa filosofia di sostenibilità si accorda con la funzione primaria delle piante che consumano anidride carbonica rilasciando ossigeno. Tutto il nuovo Orto Botanico è stato insomma concepito come una grande “macchina” in grado di disinquinare l’aria di Padova.

Tutti i nuovi edifici – cinque grandi serre in grandezza degradante, disposte in sequenza in una sorta di galleria lunga centro metri, alta diciotto e profonda trenta -, saranno realizzate con grande impiego di vetro e acciaio.

Dal punto di vista botanico l’ampliamento dell’Orto Botanico di Padova consentirà di entrare in una visione sezionata di un emisfero del globo terrestre, in cui saranno simbolicamente rappresentate le zone climatiche del pianeta: dall’ampia zona delle serre tropicali con specchi d’acqua all’interno delle serre e all’esterno che rappresentano gli alti indici di umidità relativa, la luce e le temperatura propri di questo clima. Si proseguirà verso la zona sud dell’area dei Tre Pini attraversando le fasce del clima tropicale, arido caldo, temperato sino ad arrivare al clima sub-artico.

Il nuovo progetto, concepito come un unicum, consentirà al visitatore di attraversare in sequenza l’intera area come in una sorta di museo che espone le meraviglie vegetali dal XVI secolo al futuro, passando dall’antico ingresso dal nuovo il Centro Visitatori in dialogo con le essenze arboree che la circondano grazie a pareti completamente in vetro, per accedere attraverso un sentiero “della memoria” al Parco Romantico rappresentato dalla antica Ghiacciaia che dopo decenni di incuria fortunatamente, grazie ad un accurato ed accurato restauro, tornerà alla bellezza originaria e che racconterà la storia dell’intero sito attraverso pannelli esplicativi.

La Ghiacciaia è doppiamente interessante - conclude l’architetto Strappazzon – perché di fatto rappresenta anch’essa un esempio di bioarchitettura, dato che in assenza di tecnologie, solo grazie a sapienti tecniche costruttive che utilizzavano con grande intelligenza i materiali, questo manufatto, ben due secoli fa, riusciva a produrre ghiaccio durante tutto l’anno.

 
< Prec.   Pros. >