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SOROLLA. I colori e il sole d’Andalusia Stampa E-mail
lunedì 07 maggio 2012

A Ferrara, fino al 17 giugno, la mostra “Sorolla. Giardini di luce”
I colori e il sole d’Andalusia.

Il sole della Andalusia, bianco e abbacinante, che inonda di luce fiori dai mille colori, fontane e
giochi d’acqua, è il protagonista della pittura di Joaquin Sorolla, artista esposto per la prima volta in Italia a palazzo dei Diamanti fino al 17 giugno.

di Cristina Sartori, pubblicato sul settimanale diocesano LA DIFESA DEL POPOLO del 6 maggio 2012



Il sole della Andalusia, bianco e abbacinante, che inonda di luce fiori dai mille colori, fontane e giochi d’acqua, è il protagonista della pittura di Joaquin Sorolla, artista esposto per la prima volta in Italia a palazzo dei Diamanti fino al 17 giugno.
Una mostra che, seguendo il corso intrapreso già da alcuni anni da palazzo dei Diamanti, propone ancora una volta un autore del tutto nuovo per l’Italia, ma di assoluto rilievo nel panorama artistico internazionale di fine Ottocento e primi del Novecento, di facile comprensione a tutti i livelli.
Joaquin Sorolla Bastida, nato a Valencia nel 1863, è una delle personalità di spicco nella Spagna fin de siécle. Frequenta l’Accademia di belle arti e inizia a dipingere en plein air, portando a piena maturazione la sua vocazione pittorica incline a catturare la luce iberica restituendola in tele luminose e armoniche dalla composizione talvolta inusuale e di taglio prettamente fotografico.
Si cimenta nel ritratto con abile maestria e predilige i soggetti della sua amata famiglia. Sposa infatti nel 1888 Clotilde Garcìa del Castillo, figlia di Antonio Garcìa, noto fotografo valenciano, padre di un suo compagno di scuola all’Accademia, che divenne per lui, rimasto orfano a soli due anni, come un secondo padre. Da Antonio egli ricavò quel particolare taglio fotografico che perfezionò nelle vedute di paesaggio dell’ultima sua stagione pittorica, senza figure umane, molte delle quali esposte in questa mostra. Ricordiamo La processione della Vergine della Valle (1914), splendido quadro nel quale la statua della Vergine, ritratta di spalle, viene solo intuita dal ricco mantello ricamato.
Sorolla fu uomo felice e pittore pacificato. Godette del successo sin dalla gioventù: nel 1900 vinse il Gran Prix all’Esposizione universale di Parigi dove conobbe John Singer Sargent, Anders Zorn e Giovani Boldini del quale divenne amico e con il quale si confrontò nel genere del ritratto. Questo fu uno degli interessi giovanili del pittore valenciano che si ispirò a Clotilde e ai suoi amati figli per molte delle sue opere. Nel 1908 fu chiamato a dipingere per i reali di Spagna. Nel 1909 si trasferì con la famiglia a New York raccogliendo ampi consensi: la sua prima personale, nel febbraio di quell’anno, vide esposte 365 opere e fu visitata, in un solo mese, da ben 169 mila persone.
Degli anni della maturità sono le vedute di paesaggio, con scorci inusitati, giochi d’acqua, composizioni floreali che si fondono con lo scenario fantastico dell’Alhambra, come in Il bacino dell’Alcazar di Siviglia (1918).
Ne Il Patio de la Justicia, Alhambra, Granada (1909) prendono il sopravvento i patii spagnoli, intimi e raccolti, e nel contempo ridondanti di luce nei quali pare di sentire il zampillare di fontane nel silenzio assolato dei caldissimi pomeriggi andalusi. L’ultima fase della sua produzione si raccoglie invece nel ritrarre i giardini della sua casa madrilena nella quale aveva ricreato le composizioni floreali dell’Alhambra – a chi ci è stato pare ancora di respirarne le fragranze – e tornano i ritratti della amata Clotilde accostati con sapienza a un ricco materiale fotografico e documentario selezionato dai
curatori della mostra, che restituiscono l’avventura artistica ed umana di uno dei più grandi pittori di Spagna.
Apertura tutti i giorni, dalle 9 alle 19. Per informazioni e prenotazioni: 0532-244949.
_Cristina Sartori

 
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