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gioved 06 luglio 2006

«Cittadini, cospargete di pie lacrime questo carcere ricoperto dal sangue dei vostri antenati che qui Ezzelino III da Romano crudelmente gettò giù vivi, senza alcuna considerazione per l’età, il sesso, la condizione e i costumi e di qui li fece estrarre solo dopo che erano morti e consunti per fame, dolore e disperazione».

Queste parole sono scolpite in un’iscrizione pietosa, apposta nel 1618 da Sebastiano Galvano responsabile del castello carrarese, in una stanza della Torlonga, già camera di prigionia e tortura, per ricordare e compiangere quanti perirono sotto il dominio del tiranno duecentesco. L’iscrizione fu riportatata alla luce nel 1767 dall’architetto Domenico Cerato che trasformò la torre in Specola...

di Cristina Sartori, pubblicato sul settimanale diocesano "La Difesa del Popolo" del 25 giugno 2006.
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A distanza di secoli possiamo solo immaginare quale sia stata la fama terrificante e oscura del castello, simbolo di un potere che in poco conto teneva i diritti umani. Eppure la sua torre, sentinella oscura, è diventata poi vedetta della luce quando fu trasformato, nel Settecento, in osservatorio astronomico. Oggi possiamo percorrere con animo lieve le scale che conducono alla sala dell’Iscrizione, stanza che è stata luogo di morte e di sofferenza del suo stesso artefice, quel tal architetto Zilio che, come ricorda il cronista Rolandino (peraltro piuttosto "partigiano") in Vita e morte di Ezzelino da Romano, «tanto spesso entrato di sua spontanea volontà nel carcere, quando veniva costruito, osservando attentamente, anzi ordinando che nel carcere non rilucesse alcun spiraglio di luce – volendo fare un luogo tenebroso, pieno di porcherie ed immondizie, triste, tartareo, orribile e mortale – proprio quell’artefice stesso, in seguito preso e rinchiuso per ordine di Ezzelino, oppresso da fame, sete, vermi e fetore e dalla mancanza d’aria, come lupo che ulula, perì miserevolmente e venne meno nel luogo così infernale che aveva preparato». Da quel 1618, data dell’iscrizione, la stanza, comunicante con un vano cieco sottostante attraverso un foro nel pavimento da cui venivano calati i malcapitati, venne utilizzata come deposito per la polvere da sparo e poi adibita a officina meccanica. Completata la campagna di restauri, la sala dell’Iscrizione viene oggi aperta al pubblico e restituita alla memoria padovana. «Restituzione: mi piace definire con questa parola l’operazione che abbiamo appena concluso e che ora restituisce al pubblico questa sala, assieme all’antica porta medievale della città risalente ai secoli 12° e 13°, poi murata all’interno degli ambienti dell’osservatorio – spiega Luisa Pigatto, responsabile scientifico del museo della Specola da lei fondato nel 1994 – Dal 1992 abbiamo iniziato ad aprire ai padovani la torre della Specola, grazie a una delle prime edizioni dei Notturni d’arte organizzati dal comune. Con il 1994, come consiglio direttivo dell’osservatorio, abbiamo fondato la sezione museale dell’osservatorio di Padova, organizzando turni di apertura e visite guidate rese possibili grazie alla convenzione con l’associazione culturale La Torlonga ». Questa sala, prosegue Luisa Pigatto, ha conservato l’originale struttura trecentesca e i restauri degli ultimi anni hanno consentito il recupero dell’intera vicenda storica millenaria di questi ambienti, recuperando alcune parti delle lapidi andate disperse e rimettendo in luce preziosi lacerti di affreschi risalenti al Trecento, nel pieno splendore della signoria carrarese, tra i quali l’antica "carraia", e poi scialbati nell’Ottocento. «Infine – conclude la responsabile scientifica – si è potuto "restituire" ai padovani anche la porta medievale della città, ora perfettamente visibile, alle spalle della più piccola porta carrarese. Consideriamo con orgoglio questo sito un luogo di memoria storica padovana, ma soprattutto un anello forte della rete museale del Veneto». Il percorso museale della Specola, arricchito da questa nuova restituzione, è aperto al pubblico, per gruppi organizzati, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 17, solo su prenotazione. Per i visitatori singoli, per i quali non è necessaria la prenotazione, il percorso è aperto il sabato alle ore 11 e alle ore 18. Tutte le visite sono guidate. Per informazioni: www.pd.astro.it/museo- laspecola - oppure 049-8293469.

 
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