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marted 16 maggio 2006

Intervista a Ricciarda Avesani, presidente Associazione Ville Venete

L' Associazione per le Ville Venete è un ente, senza fini di lucro, che riunisce i proprietari e gli amici delle ville storiche del Veneto e del Friuli Venezia Giulia (le Ville Venete) oltre gli organismi, pubblici e privati, che sono interessati alla salvaguardia di tale importante patrimonio storico, culturale ed artistico.

«L'Italia è il paese più ricco di monumenti di valore, ma non riesce a fare sistema».

Il portale dedicato alle ville venete sarà attivato entro il 31 gennaio 2007. Saranno proposti undici percorsi tematici per incrementare il turismo culturale.

di Cristina Sartori, pubblicato sul quotidiano IL PADOVA, Gruppo E Polis, il 12 maggio 2006, pag. 37


Da più di venticinque anni Ricciarda Avesani, presidente dell'associazione Ville Venete e proprietaria del Castello di San Pelagio a Due Carrare (PD), si batte affinchè lo Stato si renda conto dell'immenso patrimonio costituito dalle ville venete, oltre 4000 solo in Veneto, un patrimonio culturale unico in tutto il mondo e un indotto economico e turistico di livello nazionale. La maggior parte di queste ville è in mano a privati, che spesso loro malgrado si trovano a dover gestire un bene monumentale prezioso, sottoposto a vincoli e tutele, fragile e sempre in pericolo di degrado, utilizzando per lo più solo risorse private. Per questo 25 anni fa è nata l'idea di raggruppare i proprietari di ville venete in una associazione attraverso la quale interfacciarsi con l'ente pubblico rappresentato dall'Istituto Regionale per le Ville Venete (IRVV).

Oggi a che punto siamo?

Abbiamo raggiunto una proficua collaborazione con l'IRVV, in particolare negli ultimi anni con la presidenza di Luciano Zerbinati e il direttivo di Maurizio Gasparin con i quali abbiamo lavorato bene raggiungendo importanti obiettivi per il “sistema ville venete”. Ci sono sempre emergenze nuove all'orizzonte, ma c'è una maggiore attenzione e sensiblità alle istanze dei proprietari delle ville. La nostra associazione in questi 25 anni ha fatto da pungolo nei confronti delle amministrazioni pubbliche.

L'Italia gode di un enorme patrimonio ma spesso pare non esserne consapevole; come ci si posiziona in rapporto all'Europa?

Siamo indietro. Il confronto con gli altri paesi europei nella cultura della tutela delle ville– considerando che in Germania, Francia, Spagna, Portogallo esistono strutture di tutela di monumenti– ancora non regge. L'Italia, che è in assoluto il paese più ricco di monumenti di grande valore, stenta a fare sistema. Dobbiamo guardare sempre di più all’Europa che ha saputo intuire la valenza di un turismo culturale efficiente e organizzato con grande anticipo, considerandone anche l'importante indotto economico.

È cambiato l'atteggiamento degli enti pubblici; sonocambiati anche i proprietari?

Negli ultimi 10 anni noi proprietari abbiamo compreso che la villa veneta è un bene comune.Ci siamo attrezzati per aprire le ville, imparando a diventare imprenditori turistici. Questo è stato replica orologi un cambio di mentalità fondamentale per contribuire a diffondere la cultura del turismo culturale. I proprietari hanno capito che il futuro di queste ville può essere solo nel mantenerle vive, visitabili. Una villa chiusa va rapidamente in declino ed è una perdita gravissima. Importantissimo aver saputo mettere in rete le ville, facendo circolare le informazioni grazie a internet.

La prossima sfida?

Convincere gli italiani che le ville sono un bene comune. Mi ha molto impressionato la disponibilità di 4 milioni di italiani a versare un euro per Prodi; e se tutti gli italiani versassero un solo euro per aiutarci a salvare le loro ville?.

 
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