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Il Santo cambia casa Stampa E-mail
mercoled 17 dicembre 2008
Non dispiacerà a sant’Antonio lasciare la Cappella dell’Arca per traslocare nella splendida Cappella di san Giacomo, affrescata nel Trecento da Altichieri da Zevio, situata nella parte opposta del transetto della Basilica del Santo.
Dopo sette secoli di riposo nell’Arca venerata da milioni di pellegrini ogni anno, per sant’Antonio è giunto il momento di traslocare, solo temporaneamente, per consentire di effettuare improrogabili interventi di restauro della Cappella dell’Arca e degli altorilievi tardo rinascimentali. Così nel mese di aprile, le sue spoglie verranno spostate, a cassa chiusa, in un nuova arca dove resteranno per i diciotto mesi necessari a terminare i lavori.

Una decisione presa dalle autorità ecclesiastiche che sovrintendono alla Basilica di sant’Antonio – il rettore padre Enzo Poiana, il Delegato Pontificio Monsignor Francesco Gioia e la Veneranda Arca del Santo - che non possono rimandare oltre gli interventi.

di Cristina Sartori, pubblicato sul «Messaggero di sant'Antonio» di aprile 2008

 
«Era dal marzo del 1981 che la tomba non veniva toccata – spiega il rettore padre Enzo Poiana – dopo la ricognizione autorizzata da Papa Giovanni Paolo II che permise l’indagine sui resti del Santo, durante la quale si ricompose lo scheletro in un’urna di cristallo protetta da una cassa di rovere. Questa operazione consisterà solo nella traslazione temporanea - ovvero lo spostamento della cassa contenente le spoglie di sant’Antonio, che resterà chiusa – e non sono previste né indagini né esposizioni delle reliquie».
 
«È stata una scelta necessaria – spiega Leopoldo Saracini, presidente della Veneranda Arca con delega alla cultura -. La Cappella dell’Arca si trova nel transetto sinistro esposto a nord, zona soggetta a infiltrazioni di umidità ascendente da terra e di tipo capillare attraverso le murature e le finestrature. Già con i primi del Cinquecento si decise di rifarla completamente e assunse l’aspetto attuale, straordinaria opera del rinascimento italiano. La scelta di realizzare l’apparato decorativo interno in marmo, opera di valenti maestri tra i quali Tullio Lombardo e Jacopo Sansovino, fu determinata proprio per trovare materiali più resistenti all’umidità»
Una volta traslocato il Santo nella Cappella di San Giacomo, scelta perché specularmene identica a quella dell’Arca, come si procederà con i lavori? «Sono previste due fasi di cantiere – risponde il presidente Saracini – la prima riguarderà la scatola muraria interna con risanamento delle fondazioni e dei paramenti esterni sino a dodici metri di altezza. La seconda fase si concentrerà sulla ripulitura ed il restauro degli altorilievi in marmo minacciati dalle infiltrazioni, a rischio di distacco e fratture. Per permettere agli operatori di cantiere di lavorare e per allestire i ponteggi necessari, si sposterà la tomba di sant’Antonio, così da non ostacolare l’afflusso dei pellegrini».
Come sarà la nuova arca che accoglierà il Santo? «Nella Cappella Belludi Giusto de Menabuoi aveva affrescato, alla fine del Trecento, un ciclo straordinario in cui è raffigurata l’arca che aveva contenuto a suo tempo le spoglie di Antonio. Ci è sembrata la soluzione migliore riproporre una rivisitazione storica dell’arca trecentesca».
 
Ma se sant’Antonio si trovasse così bene in questa nuova Cappella e non volesse più tornare a casa?
«Credo che ci tornerà volentieri - conclude il rettore padre Enzo Poiana - anche perché sant’Antonio si è già spostato più volte all’interno della Basilica: dopo la prima sepoltura nel 1231 nella chiesetta di Santa Maria Mater Domini, l'8 aprile 1263, alla presenza di San Bonaventura, Ministro Generale dell’Ordine, il corpo di Antonio venne portato nella nuova Basilica, sotto la cupola centrale, dove, aperto il sarcofago, fu ritrovata la lingua incorrotta.
Tra il 1307 e il 1310 ci fu un ulteriore spostamento per problemi di cantiere e di sviluppo della Basilica che venne ampliata e cupolata; con ogni probabilità la tomba restò per alcuni anni nell’atrio della Cappella delle Reliquie. Una traslazione solenne fu infine eseguita il 15 febbraio 1350 dal Legato Pontificio Cardinale Guido di Boulògne-su-mer e il Santo fu spostato nella posizione più vicina alla Chiesetta di Santa Maria Mater Domini. E una volta tornato “a casa”, la nuova Arca andrà in India dove diventerà l’altare in una chiesa dedicata a Sant’Antonio».
 
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