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In restauro il colonnato del Bernini Stampa E-mail
marted 21 luglio 2009
L’intervento conservativo non impedirà a fedeli e turisti di ammirarlo

Era una Roma barocca dilaniata dalle contraddizioni quella in cui papa Alessandro VII Chigi decise di affidare alla genialità di Gian Lorenzo Bernini la sistemazione della piazza antistante la basilica di San Pietro.

di Cristina Sartori, pubblicato su La Difesa del Popolo, Speciale restauro, 28 giugno 2009.

colonnato_san_Pietro_restauro

La metà del Seicento, che pure aveva visto i fasti barocchi per l’Urbe nella quale operavano contemporaneamente i tre maggiori artisti dell’epoca – oltre al Bernini anche il Borromini e il classicista Pietro da Cortona – mostrava d’altro canto la città afflitta da una dilagante miseria. Nel 1656 riceve la tiara papale Fabio Chigi e prende il nome di Alessandro VII; l’Italia della controriforma è sottomessa dal giogo spagnolo che ne ha impoverito le risorse economiche; calano le committenze private e di conseguenza anche l’attività delle botteghe artistiche. E nell’estate di quell’anno, diffusa pare da un marinaio che aveva preso alloggio in un’osteria di Trastevere, scoppia la seconda grande pestilenza del secolo che, dopo quella del 1630 portata dai lanzichenecchi e raccontata dal Manzoni nei Promessi sposi, falcidierà centinaia di migliaia di vite. Solo a Roma, che all’epoca contava circa centomila abitanti, ne moriranno più di 14 mila.
In questo scenario l’unica committenza che ancora affidava incarichi agli artisti era quella pontificia e papa Alessandro VII decide di rimettere mano al completamento di San Pietro nella cui fabbrica era già attivo il Bernini, chiamato a Roma da papa Urbano VIII per il quale, proprio in basilica nel 1624, aveva realizzato il celebre baldacchino. Grazie al mecenatismo di papa Chigi, Bernini eseguirà quello che è forse da considerare il suo massimo capolavoro architettonico: il colonnato di piazza San Pietro, ispirato all’ideale abbraccio della basilica ai suoi fedeli.
«Il celebre colonnato – spiega mons. Renato Boccardo, segretario generale del governatorato della Città del Vaticano, che ha di recente presentato il progetto di restauro del monumento – nasce proprio dal desiderio di papa Alessandro VII di aprire la piazza di San Pietro ai suoi fedeli. Egli infatti affidò al Bernini questo progetto con l’intento di rappresentare l’idea di universalità e accoglienza che il capo della cristianità riserva a tutti gli uomini di buona volontà. Una filosofia magistralmente trasferita nella pietra dal genio del Bernini».
La piazza di San Pietro misura 240 metri compreso il colonnato ed è profonda 190 metri. Vi sono 284 colonne alte 13 metri e 88 pilastri che sorreggono 140 statue di santi, opere di allievi del Bernini. «Per rendere l’idea delle dimensioni – scherza mons. Boccardo – basti pensare che tutto il Colosseo potrebbe tranquillamente entrare in piazza San Pietro!». Anche se il colonnato è nel complesso ben conservato, dato il continuo ed enorme lavoro di manutenzione che è sempre stato effettuato nei secoli, si è reso necessario un intervento serio a livello scientifico e strutturale.
Si avvia quindi alla sua realizzazione il progetto di restauro conservativo curato dalla Fratelli Navarra, società specializzata nel restauro monumentale.
«Di fatto si tratta di un restauro conservativo – continua mons. Boccardo – la struttura infatti è perfetta e ha attraversato i secoli, ma le colonne e in particolare le statue di travertino hanno risentito dell’aggressione da parte degli agenti atmosferici. Quindi si è deciso di intervenire con tecniche ultramoderne sotto la direzione dei Musei Vaticani e dei servizi tecnici del governatorato, cui spetta la responsabilità della conservazione nella persona del suo cardinale presidente Giovanni Lajolo, con un restauro di alto livello per garantire la tenuta nel tempo di questo monumento».
Dopo quattro mesi di cantiere-pilota, i cui lavori sono iniziati nel novembre 2008 e terminati lo scorso febbraio, cui era demandata la delicata fase di sondaggio dello stato di conservazione dei materiali, sono finalmente iniziati gli interventi di restauro in marzo e proseguiranno per 42 mesi. Tenendo conto della particolare fruizione della piazza da parte dei fedeli, l’équipe con la direzione tecnica di Fabio Porzio e la consulenza di Sandro Benedetti, ha condotto indagini storico architettoniche e storico-artistiche in modo da utilizzare la migliore tecnologica a disposizione, istruendo un cantiere non convenzionale e non invasivo per la piazza, tra le più famose e visitate del mondo. Il progetto si completa con la revisione e la ristrutturazione delle strutture lignee dei tetti, il rifacimento delle impermeabilizzazioni, dei manti di copertura di tegole e dei terrazzi piani. L’importo di spesa, stimato tra i dieci e i venti milioni di euro, verrà interamente coperto da sponsor privati.
«E in 42 mesi il cantiere non ostacolerà minimamente l’afflusso dei fedeli e di quanti vorranno venire a visitare piazza San Pietro – conclude mons. Renato Boccardo – Anzi, speriamo che le persone siano sempre più incoraggiate a venire a visitare la piazza». Nelle prossime settimane, infatti, verranno smontati i ponteggi che ricoprono parte del colonnato e sarà già visibile un primo saggio di quanto già fatto.
Cristina Sartori
P I A Z Z A S A N P I E T R O
 
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