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venerd 10 febbraio 2012

 

VENERANDA ARCA: seconda fase del recupero dell'Archivio Antico

Ecco il tesoro invisibile

In continuità con un quinquennio davvero fruttuoso dal punto di vista degli interventi di manutenzione, salvaguardia e restauro eseguiti in Basilica, anche il 2012, primo anno di attività per il secondo mandato dell’attuale Collegio di Presidenza della Veneranda Arca di S. Antonio, si apre all’insegna di importanti interventi sui monumenti e sul corpus architettonico del Santuario.

di Cristina Sartori

Pubblicato su La DIFESA DEL POPOLO, Speciale restauro, 24 gennaio 2012

La nuova Presidenza dell'Arca insediatasi a settembre 2011 si è impegnata sin da subito a dare continuità al fruttuoso quinquennio che ha portato alla realizzazione di importanti restauri quali ad esempio la Cappella dell'Arca del Santo, la facciata della Basilica, il restauro dell'organo – spiega il Presidente Capo Gianni Berno -. Due i progetti che ci vedono immediatamente impegnati: il restauro della Madonna del Pilastro, deliberato dalla Presidenza il 16 gennaio scorso, e il proseguimento dell'importantissimo progetto di catalogazione del nostro Archivio Storico per il quale si è appena conclusa, dopo due anni, la catalogazione della sezione antica dal 1400 al 1800; ora si proseguirà per altri due anni con il minuzioso lavoro di catalogazione della parte di documenti dell’Ottocento e del Novecento.
Nell’Archivio Storico della Veneranda Arca di S. Antonio sono infatti conservati, suddivisi in 250 metri lineari di documentazione, ben seicento anni di storia convento, della città di Padova, del suo territorio. L’intero archivio è suddiviso in una sezione di antico regime, comprendente 1.102 unità archiviste tra buste e registri, descritta da Roberto Cessi alla fine degli anni Venti del secolo scorso, e una sezione che copre il XIX ed il XX secolo (circa 560 buste) descritta da padre Giovanni Luisetto. Vi è infine una sezione che non è ancora stata descritta composta da circa 200 scatoloni nei quali sono raccolti materiali tra i più diversi, per lo più di natura contabile, risalenti al periodo tra il 1815 e il 1980. Un progetto immane quindi per analizzare, descrivere e catalogare questo patrimonio reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, iniziato nel gennaio 2010 sotto la supervisione della professoressa Giorgetta Bonfiglio Dosio, ordinario di Archivistica al Dipartimento di Storia dell’Università di Padova, con la collaborazione della dottoressa Giulia Foladore.
Il delicato compito di sovrintendere a questo lavoro è passato ora nelle mani di Elio Armano - uno dei due nuovi membri entrati a far parte del collegio di presidenza della Veneranda Arca di S. Antonio con l’inizio del nuovo mandato nel settembre scorso -, al quale sono state affidate le deleghe alle attività culturali, il Giugno Antoniano, le iniziative rivolte alle scuole, le collaborazioni con Biblioteca Antoniana, con il Centro Studi Antoniani, le mostre e i prestiti e, appunto, l’Archivio Storico dell’Arca.
Con molta franchezza esprimo il mio imbarazzo per questo compito che mi onora davvero – spiega Elio Armano - ma che nel contempo mi preoccupa. Nella mia formazione mi sono sempre occupato di arte moderna e contemporanea. E poiché ogni epoca vive una sua contemporaneità mi piace considerare la Basilica come un grande contenitore che sin dalla sua origine si è sempre occupato della “contemporaneità” di allora. Ecco perché appare come un grande scrigno ricco di stratificazioni.
La mia preoccupazione, in questa nuova veste di presidente dell’Arca nella quale mi sto ancora guardando intorno, è fare in modo che la contemporaneità di oggi si possa misurare e mettere un sintonia con la realtà della Basilica e delle prestigiose competenze della Veneranda Arca. Da laico quale sono
– prosegue Armano -, mi piacerebbe far capire come questa realtà non sia solo uno straordinario fatto devozionale, ma anche civile. Da padovano mi accorgo che la Basilica viene considerata come luogo degli stranieri, dei “foresti”. Sarei lieto di mettere in moto l’attenzione di tanti enti per giungere ad una riflessione condivisa su questa incredibile presenza, deposito di competenze, di testimonianze storiche e culturali. E se la Basilica è un contenitore di tesori “visibili” ecco che l’Archivio Storico è un tesoro “invisibile” ma non meno prezioso. Eredito ora un lavoro avviato magnificamente dalla professoressa Bonfiglio e dalla dottoressa Foladore, e ho il compito di tutelarne il completamento, con l’obiettivo di aprire questo tesoro invidiabile alla città, alla regione, al mondo. Perché qui sono depositati dati, esperienze, documenti che riguardano sei secoli di storia minuta – come le rendicontazioni delle elemosine – così come i grandi avvenimenti – guerre, carestie, vicissitudini politiche come il passaggio dai Carraresi alla Serenissima o le soppressioni napoleoniche – ed è testimoniata la presenza dei più illustri protagonisti della storia dell’arte come Mantegna, Donatello, Tiziano, attraverso contratti con le maestranze, con i prestatori d’opera, con tutti gli artisti che vi hanno lavorato. Non solo vecchie carte di archivio, quindi – conclude Elio Armano – ma storia viva, che senza la catalogazione non può essere raccontata. Il primo problema quindi è quello di individuare una sede idonea al servizio di consultazione, in cui poter riporre tutto il materiale e le apparecchiature atte alla consultazione per poter condividere questo tesoro con studiosi e appassionati di tutto il mondo.
Un obiettivo condiviso anche da Gianni Berno, presidente Capo della Veneranda Arca di S. Antonio, che conclude: Siamo certi che appena saremo in grado di trovare – a fine progetto di catalogazione – un adeguato sito per l'archivio e a organizzare mostre a tema valorizzando questo immenso patrimonio storico-culturale, per la città di Padova sarà una riscoperta di grande intensità e coinvolgimento; una vera eccellenza capace di attirare l'attenzione di pellegrini e turisti. Partiamo dunque con una nuova Presidenza molto motivata, e mossa da impegno e passione, per realizzare nuovi ed importanti progetti di restauro e manutenzione, ed eventi culturali in stretta collaborazione con le istituzioni religiose e civili del territorio.

 

 

In continuità con un quinquennio davvero fruttuoso dal punto di vista degli interventi di manutenzione, salvaguardia e restauro eseguiti in Basilica, anche il 2012, primo anno di attività per il secondo mandato dell’attuale Collegio di Presidenza della Veneranda Arca di S. Antonio, si apre all’insegna di importanti interventi sui monumenti e sul corpus architettonico del Santuario.

In un piano generale di costante attenzione e manutenzione della Basilica – spiega Leopoldo Saracini, presidente della Veneranda Arca di S. Antonio con delega al restauro e alla conservazione del patrimonio artistico del complesso basilicale –  in questi ultimi sei anni sono stati realizzati interventi di enorme portata, mai affrontati prima. Si è intervenuti sulla facciata con il restauro e il consolidamento della loggetta di cimasa e sulle coperture con il restauro dell’orditura portante dei sottotetti per circa un terzo del tetto della Basilica. Si sta procedendo sulle navate laterali per giungere, con il 2012, alla sistemazione di più della metà della copertura complessiva. Va infatti ricordato che sui tetti, dall’ultima serie di lavori effettuati in occasione del Giubileo del 2000, non era stato fatto più nulla.

Sempre procedendo con la campagna di lavori che, tengo a precisare, prosegue secondo una logica omogenea, sono state restaurate le vetrate absidali ed è in programma di mettere mano alle vetrate delle otto cappelle radiali, esclusa quella del Tesoro. Ricordiamo poi l’imponente restauro della Cappella dell’Arca che ha interessato il 2008 ed il 2009 – prosegue Saracini – e procedendo sempre per segmenti omogenei, dopo il completamento dei lavori sulla copertura che sono in fase di ultimazione, partiranno le operazioni di pulitura e consolidamento dei paramenti murari della Cappella della Madonna Mora, il cui altare è già stato restaurato nel 2010. Restando sempre sul comparto che rappresenta la parte più antica della Basilica, proseguono anche gli interventi sul presbiterio. Dopo la pulitura dei marmi dell’altare maggiore avvenuta nel 2008, si proseguirà con la pulitura del recinto marmoreo della parte anteriore del presbiterio per poi passare al retrostante coro conventuale dei frati ed infine alle balaustre della parte superiore.

La prima delibera del nuovo anno, datata 16 gennaio, riguarda l’intervento di pulitura e restauro della Madonna del Pilastro e dell’altare posto alla sua sinistra per il quale sono stati stanziati 30 mila euro. Questo affresco ha un grande valore devozionale ed ha una curiosa particolarità: da qualsiasi parte la si guardi, la cara Madonna ti segue con lo sguardo e sembra incoraggiarti ad entrare in Basilica.

È uno degli affreschi più venerati quotidianamente dai padovani che frequentano la Basilica – spiega Leopoldo Saracini – ed è una immagine di notevole intensità e bellezza; la Madonna con il Bambino è stata eseguita ai primi del Quattrocento da Stefano da Ferrara, mentre i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, così come gli Angeli superiori furono aggiunti successivamente.

Interventi di minore entità, ma non certo meno importanti, hanno interessato anche la Cappella Polacca dedicata a San Stanislao. La comunità polacca di Padova ha un forte legame con la Basilica – prosegue Leopoldo Saracini –, e assieme alle varie associazioni polacche sta valutando di sostenere l’onere di spesa della pulitura della cappella e di tutti i dipinti qui conservati.

Per quanto riguarda la “voce” della Basilica, oltre al restauro dell’organo, che ha visto il completo rifacimento del sistema di trasmissione in ponte radio computerizzato dalla consolle alle canne, il restauro della consolle, il riordino del sistema dei registri e la ripassatura di tutte le canne, è in programma uno studio preliminare per rifare l’impianto audio. Stiamo infatti espletando uno studio scientifico con modello computerizzato delle caratteristiche acustiche della Basilica – racconta ancora Saracini – in collaborazione con l’Università di Padova e con lo IUAV di Venezia, che appunto analizzi la propagazione del suono nel Santuario, evidenziandone i punti oscuri, al fine di realizzare un nuovo e moderno impianto che valorizzi ancor di più i numerosissimi e prestigiosi appuntamenti musicali che la Basilica ospita e che sono ormai una tradizione molto attesa dai padovani ma non solo.

Ed infine – conclude Leopoldo Saracini il 2012 sarà anche l’anno nel quale si metterà mano alla splendida statua equestre del Gattamelata, eseguita da Donatello nel 1447. In programma infatti, una prima pulitura con manutenzione di salvaguardia secondo le indicazioni della Soprintendenza, in attesa di poter procedere al restauro vero e proprio della grande statua.

 

 

 
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