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QUANDO L’ARTE DIVENTA PREGHIERA: L’ARPA DI LETIZIA PIVA Stampa E-mail
lunedì 05 marzo 2012

QUANDO L’ARTE DIVENTA PREGHIERA: L’ARPA DI LETIZIA PIVA NELLA CHIESA DI SAN GREGORIO MAGNO A PADOVA. Sabato 3 marzo, inizio ore 20.15

È l’unico strumento che, per suonarlo, si abbraccia con le braccia e le gambe! Così Letizia Piva, strumentista d’arpa, solista in varie formazioni cameristiche, attrice e vocalist, fondatrice della compagnia di teatro “Minimiteatri”, descrive il suo rapporto con l’arpa, strumento che suona da solista e sulla quale ha costruito una apprezzatissima carriera.
Per me è stato un innamoramento – spiega la famosa musicista, originaria di Rovigo, che si esibisce sabato 3 marzo alla Chiesa di San Gregorio a Padova in un raffinato e suggestivo concerto per arpa e voce recitante inserito nel cammino quaresimale della comunità.

di Cristina Sartori, pubblicato su LA DIFESA DEL POPOLO del 4 marzo 2012.

 

QUANDO L’ARTE DIVENTA PREGHIERA: L’ARPA DI LETIZIA PIVA NELLA CHIESA DI SAN GREGORIO MAGNO A PADOVA. Sabato 3 marzo, inizio ore 20.15


È l’unico strumento che, per suonarlo, si abbraccia con le braccia e le gambe! Così Letizia Piva, strumentista d’arpa, solista in varie formazioni cameristiche, attrice e vocalist, fondatrice della compagnia di teatro “Minimiteatri”, descrive il suo rapporto con l’arpa, strumento che suona da solista e sulla quale ha costruito una apprezzatissima carriera.
Per me è stato un innamoramento – spiega la famosa musicista, originaria di Rovigo, che si esibisce sabato 3 marzo alla Chiesa di San Gregorio a Padova in un raffinato e suggestivo concerto per arpa e voce recitante inserito nel cammino quaresimale della comunità. Ho visto suonare l’arpa per la prima volta alle elementari mentre studiavo il pianoforte e sono rimasta folgorata dalla bellezza di questo strumento, una bellezza fatta di spirito, di corde sospese nel nulla che hanno una vibrazione visibile. L’ho studiato con passione e mi sono diplomata a Firenze con un corso abbreviato di studi. Poi ho iniziato la mia carriera concertistica contaminando il suono dell’arpa con la danza e con il canto. Ho scoperto uno strumento che è meraviglioso anche a teatro, utilizzandolo quale “personaggio vivo” nelle mie rappresentazioni, creando uno spettacolo attorno allo strumento stesso che ha una potenza atavica anche sul palco, che riecheggia misteriosi racconti e, nel momento in cui io la suono, è un’altra anima che dialoga con la mia, in una comune vibrazione.
La musica si accompagna alle parole, alla danza, alla emozione, talvolta anche alla pittura. E tutto insieme diventa riflessione spirituale, diventa preghiera. Come si è avvicinata a queste riflessioni spirituali con la musica?
Alla base della ricerca artistica c’è sempre lo spirito – spiega Letizia Piva – L’arte guarda la realtà con un occhio non materiale: guarda la bellezza della realtà non cogliendola attraverso i sensi ma andando oltre. L’arte vive profondamente la realtà restituendola a chi ascolta, guarda, partecipa all’evento performativo attraverso una interpretazione personale fatta di pensieri, sentimenti, emozioni, vissuto. Una riflessione non di parole, ma di sentire. L’arte, così intesa, è secondo me alla base della spiritualità: è il sentire oltre ciò che si vede. In questo senso l’arte è sempre spirituale e la musica lo è ancora di più perché è la più immateriale delle arti, fatta di onde, di nulla, di puro spirito e di suono; mi piace ricordare Vito Mancuso che dice che ogni anima nel Paradiso ha un suo suono che concerta insieme al suono delle altre anime in una sinfonia infinita.
Nei suoi concerti lei vive questa riflessione spirituale grazie a testi di grande suggestione: dalle poesie di Alda Merini, a Jacopone da Todi, a San Paolo, al Libro dei Salmi. Come è riuscita in questo lavoro di “cucitura” tra testi e musica anche distanti tra loro secoli?
Ci sono molti testi che raccontano emozioni spirituali profondissime in maniera sublime – conclude Letizia Piva – alcuni straordinari salmi, i testi di san paolo, meravigliosi, che parlano una lingua universale come la musica. Cucirli insieme è un viaggio che inizia da un canto, il canto dei Salmi e che attraverso le parole di Alda Merini racconta l’incontro con la figura di Gesù. Si giunge ad un Gesù universale approdando ai testi di San Paolo e al sublime canto di Jacopone da Todi che mostra la Madonna, essa stessa essere spirituale, che è umana sotto la Croce, una Maria che ama di un amore incommensurabile, spirituale e terreno ad un tempo, suo Figlio.
Il programma del concerto prevede accanto ai questi e al suono dell’arpa di Letizia Piva, musiche di Karl Obethür, Clementi, Ivan Del Pace. Ingresso libero.

 
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