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Joshua Reynolds e l'invenzione della celebrità

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giovedì 10 febbraio 2005

JOSHUA REYNOLDS
Ferrara, Palazzo dei Diamanti dal 13 febbraio al 1 maggio 2005


Se è vero che farsi fare un ritratto è come acquisire un pezzo di immortalità, i personaggi ritratti da Joshua Reynolds possono ritenersi soddisfatti se a distanza di oltre due secoli, noi li stiamo ancora ammirando colti nel momento della loro massima potenza, bellezza e gloria. E l’occasione per conoscere quanti allora erano ritenuti “celebrità” è data da una interessante mostra allestita a Palazzo dei Diamanti di Ferrara sino al prossimo 1 maggio. Una mostra che propone un artista inglese forse poco conosciuto, ma che si rivela nelle novanta opere esposte pittore di insolita modernità, attento studioso dell’arte del passato che a tratti si diverte a reintepretare in una chiave del tutto nuova. Una galleria di ritratti suddivisi in otto sezioni, compresa quella dedicata alle incisioni, alle quali si aggiunge una sezione conclusiva dedicata alla scultura. Joshua Reynolds doveva, nei sogni del padre, diventare farmacista; ma agli alambicchi preferì tele e pennelli intuendo da subito la sua vena artistica più originale: la ritrattistica. E questo suo talento, nella autocelebrativa società inglese del Settecento consapevole dell’importanza dei ruoli sociali, lo fece entrare in contatto con le classi aristocratiche aprendogli la strada al sicuro successo. E fu così che Reynolds, oltre a ritrarre se stesso riprendendo echi caravaggeschi visti in Italia - dove soggiornò dal 1750 al 1752 - e rembrandtiani (gli Autoritratti sono esposti nella prima sezione della mostra), si cimentò a ritrarre gli Eroi del suo tempo, valorosi condottieri in guerra curiosamente ritratti in piedi accanto al loro destriero e non in sella; i protagonisti della Aristocrazia, una astuzia per esprimere la sua particolare lontananza dalla Famiglia Reale dato che una gran parte di effigiati erano del partito avverso alla Corona; i privilegiati abitanti del Tempio della Fama, vale a dire le persone famose e più in vista, ritenute dalla società del tempo più dotate e meritevoli, tra le quali spicca l’attore David Garrick celebre interprete di Shakespeare; gli esponenti dell’esclusivissimo circolo Streatham Worthies che annoverava le personalità più in vista della città, del quale Reynolds entrò a far parte proprio in virtù dei suoi meriti artistici; gli stupefacenti e modernissimi Ritratti femminili tra i quali spicca il “moderno” ritratto dell’attrice Mrs Abington appoggiata allo schienale di una elegante sedia in atteggiamento malizioso e rilassato, mentre si porta il pollice alle labbra; o la disinibita cortigiana Kitty Fisher ritratta in due tele, in veste di Cleopatra e in un dipinto incompiuto mentre gioca con un pappagallo. Dell’ultima sezione, Il teatro della vita, è emblematico un quadro che ritrae la piccola Mss Crewe iniziato nel 1775 rimasto incompiuto per la precocissima morte della modella e poi donato ai genitori che gli permiserò di esporlo molti anni dopo per ricordare la figlioletta, che ci sorride ancora oggi serena con il suo cestino di fragole, dopo più di due secoli.

 
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