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PINACOTECA DI BRERA. DUECENTO ANNI DI STORIA Stampa E-mail
marted 21 luglio 2009

Due secoli di storia che ne racchiudono sei di arte. La Pinacoteca di Brera compie duecento anni che si prepara a festeggiare con un ricco programma celebrativo.
Il 15 agosto 1809 in occasione del compleanno di Napoleone vennero inaugurate le sue prime sale. Vizi e virtù di uno dei musei più celebri d'Italia.

di Cristina Sartori, pubblicato sul «Messaggero di sant'Antonio» numero di marzo 2009. pagg. 68-70

brera_messaggero_marzo_09.pdf

Ad aprire il calendario di appuntamenti che nell’arco di tutto l’anno inviteranno i visitatori a tornare più volte a visitare la Pinacoteca, una mostra che è considerata a buon diritto “l’evento nell’evento”, Caravaggio ospita Caravaggio. Fino al 29 marzo 2009, accanto alla celebre Cena in Emmaus realizzata da Michelangelo Merisi detto il Caravaggio nel 1606 e giunta a Brera nel 1939, nella Sala XV della Pinacoteca sono accostate in un suggestivo allestimento, altre tre opere giovanili del pittore lombardo: Il ragazzo con canestro di frutta proveniente dalla Galleria Borghese di Roma, già opera di proprietà del Cavalier D’Arpino l’artista famosissimo che ospitò nella sua bottega il giovane Caravaggio,il Concerto giunto dal Metropolitan Museum (1594-95 circa) e la versione della Cena in Emmaus di proprietà della National Gallery di Londra realizzata cinque anni prima della tela braidense, che messa a confronto con quest’ultima evidenzia il corso drammatico che aveva preso la vita del pittore dopo l’omicidio di Ranuccio Massoni avvenuto nel maggio del 1606. L’atmosfera che pervade la composizione braidense è completamente diversa dalla precedente versione londinese; l’oscurità è la nota dominante e la luce è praticamente assente; il volto del Cristo è smunto, magro, presago della propria imminente fine come in una Ultima Cena. Una raffinatissima esposizione che consente per la prima volta di mettere a confronto queste due tele di un artista famosissimo ma in definitiva ancora misterioso, passato alla storia come “il pittore maledetto”, un profondo innovatore del genere pittorico della natura morta che seppe rivisitare in maniera personalissima inserendo nelle composizioni l’elemento umano ritratto a mezza figura, spesso giovani modelli,“messi in posa” o acconciati con tralci di foglie, fiori e frutta, di gusto naturalistico.
 
La Pinacoteca – due secoli di storia.
La Pinacoteca di Brera fu inaugurata solennemente il 15 agosto del 1809, in occasione del compleanno di Napoleone Bonaparte Re d’Italia. A Brera esisteva già un primo nucleo di dipinti e disegni provenienti dalla collezione raccolta da Carlo Bianconi primo segretario dell’Accademia di Brera dal 1778. A questo si aggiunsero le opere confiscate in tutta Italia a seguito delle soppressioni degli ordini religiosi ordinata dal Bonaparte nel 1805. Sotto la supervisione dell’allora commissario governativo per le Belle Arti Andrea Appiani, dalle regioni che fino ad allora custodivano le più importanti opere d’arte, - il Veneto, l’Emilia Romagna, le Marche -, vennero prelevati tutti i maggiori capolavori che andarono a creare il primo nucleo della collezione, già ricercato e ordinato cronologicamente. Ma le sale dell’Accademia non erano più sufficienti a raccogliere ed esporre le opere che andavano aumentando grazie all’infaticabile lavoro dell’Appiani. Così per reperire nuovi spazi si scelse la Chiesa degli Umiliati adiacente al palazzo che ospitava l’Accademia, che venne suddivisa in altezza così da creare un vano a piano terra in cui furono collocate le sculture del Museo delle Antichità Lombarde e quattro sale comunicanti al piano superiore da destinare alla nuova Pinacoteca. In quegli anni fu anche collocata nel cortile d’ingresso la statua bronzea di Napoleone in vesti di Marte Pacificatore che ancora oggi accoglie i visitatori, fusa tra il 1811 ed il 1812 su modello realizzato da Antonio Canova.
Fin qui le notizie storiche. Ma al di là delle circostanze, forse non sempre ortodosse e spesso criticate, che portarono i più grandi capolavori dell’arte pittorica italiana di tutti i secoli in queste sale, l’importanza della collezione custodita alla Pinacoteca di Brera è indubbia, così come l’emozione nel poter ammirare, in una sala dopo l’altra, quanto spesso visto solo sui libri d’arte o in occasione delle mostre più importanti.
 
Un viaggio nella storia dell’arte
Dallo scalone che porta all’ingresso della Pinacoteca si giunge immediatamente ad un lungo corridoio ornato dagli affreschi con gli Uomini d’arme opera di Donato Bramante, risalenti al XV e XVI secolo e giunti qui tra il 1901 ed il 1902. A questi si accompagnano altri affreschi realizzati da Bernardino Luini già a Brera dagli anni Venti del XIX secolo, poi posizionati in questo lungo corridoio che conduce alle sale più ampie.
Nelle sale laterali vi sono i dipinti italiani dal XII al XVI secolo, ordinati cronologicamente; rappresentano il nucleo di opere più antico costituito in prevalenza da opere di soggetto religioso e da pale d’altare, tra le quali risplende nell’oro fino del supporto ligneo, il Polittico di Valle Romita di Gentile da Fabriano eseguito alla fine del Trecento.
Un piccolo passo più avanti e si ammira la Madonna con il Bambino di Giovanni Bellini, dipinta dal pittore veneziano già ottantenne nel 1510 ed entrata a far parte della collezione della Pinacoteca nel 1806.
Da Bellini a Mantegna. Uno dei capolavori della Pinacoteca, forse il più intenso ed emozionante, è il Cristo Morto del padovano Andrea Mantegna, uno dei simboli più noti del Rinascimento, entrato a far parte della collezione braidense nel 1824 dopo lunghe trattative del segretario dell’Accademia di Brera Giuseppe Bossi che, già dal 1806, pregava persino lo scultore Antonio Canova di mediarne l’acquisto.
Camminando di sala in sala, e di secolo in secolo, si ammirano i dipinti dei grandi veneti: Tiziano, Lorenzo Lotto, i ritratti di Giovanni Battista Moroni, le grandi tele di Paolo Veronese, i quadri del Tintoretto; le pale dei maestri ferraresi Francesco del Cossa, Carlo Crivelli; dei maestri emiliani, come Dosso Dossi e il Correggio del quale è custodita una Adorazione dei Magi acquisita nel 1895. Ancora pochi passi e si entra nella magia del Quattrocento toscano. Due opere da sole, meritano la visita alla Pinacoteca e sono attualmente collocate in due diverse sale: la Pala Montefeltro di Piero della Francesca e lo Sposalizio della Vergine di Raffaello.
La Pala Montefeltro giunse a Brera nel 1811 dalla Chiesa di San Bernardino di Urbino a seguito delle soppressioni napoleoniche. È esposta in una sala sapientemente illuminata che ne restituisce l’atmosfera ipnotica racchiusa negli minuziosi dettagli dal significato ancora oscuro, disposti accanto ai personaggi.
In un’altra delle grandi sale, racchiusa in un laboratorio “a vista” in vetro, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, attualmente in restauro. Questa soluzione espositiva consente di ammirare comunque l’opera sulla quale i restauratori stanno alacremente lavorando, per esporla il 19 marzo 2009, quale secondo importante evento inserito nel programma delle celebrazioni per il bicentenario. Questo dipinto di Raffaello Sanzio, datato 1504, proviene dalla chiesa di San Francesco a Città di Castello e giunse a Brera nel 1805. Studiato e celebrato per l’eccezionale e perfetto impianto prospettico e compositivo, esprimeva appieno le riflessioni dell’artista che concepiva la bellezza come ordine astratto di rappresentazione geometrica, pur mediata e addolcita da un colorismo morbido e pastoso giocato sui toni del rosso e del blu.
 
Dal Cinquecento al Seicento con l’allestimento destinato alla mostra su Caravaggio, passando per i cavaraggeschi, i seguaci del «pittore maledetto» che del suo naturalismo ne fecero un genere pittorico. Le sale dalla XXXIII alla XXXIII sono destinate ai capolavori olandesi e fiamminghi; le marine, le scene di caccia, le insuperate nature morte con fiori e frutta, le allegorie e gli ipnotici ritratti tra i quali il Ritratto di dama di Anton Van Dyck e il Ritratto di giovinetta di Rembrandt, giunti entrambi a Brera nel 1813.
Ancora un salto in avanti nel tempo e nell’arte con i Tiepolo del pieno Settecento, i delicati quadretti del veneziano Pietro Longhi con le maliziose mascherine, i paesaggi di Bellotto e del Canaletto, i ritratti celebrativi di Joshua Reynolds e di Anton Raphael Mengs per arrivare alle sale dedicate all’Ottocento con altri due capolavori: Il bacio di Francesco Hayez, forse il quadro simbolo della Pinacoteca, sicuramente il più rappresentato e riprodotto durante tutto il XIX secolo, esposto per la prima volta nella Pinacoteca nel 1859, e Il pergolato di Silvestro Lega (1868) uno tra i massimi esponenti del movimento dei Macchiaioli, donato alla Pinacoteca dalla Associazione Amici di Brera nel 1931.
Ad aprire l’ultima parte di questo viaggio nella storia dell’arte dal Trecento al Novecento un quadro che ha davvero rappresentato il Novecento: Fiumana di Giuseppe Pellizza da Volpedo, eseguito dal pittore nel 1895 circa, che rappresenta uno sciopero di braccianti. L’opera, rimasta incompiuta e abbandonata dall’artista insoddisfatto che poi riprese il tema in un’altra versione eseguita tra il 1898 ed il 1902 intitolata Quarto Stato e custodita alla Civica Galleria d’Arte di Milano, fu acquisita dalla Pinacoteca di Brera nel 1986, donata dalla Società Sprind.

Due secoli di storia che ne racchiudono sei di arte. Un anno di festeggiamenti per celebrare questi primi duecento anni.

1809 – 2009: Brera compie duecento anni. Il programma delle celebrazioni
Un anno denso di manifestazioni, mostre, concerti, conferenze, convegni per celebrare un compleanno importante: la Pinacoteca di Brera compie duecento anni. Il culmine dei festeggiamenti si avrà con il mese di agosto, esatto anniversario dell’inaugurazione delle prime sale, in occasione del genetliaco di Napoleone Bonaparte il 15 agosto 1809.

Per augurarsi “buon compleanno” la Pinacoteca si è rifatta il look. Sono infatti stati eseguiti importanti interventi di restyling per rinnovare l’aspetto e l’allestimento delle sale e per migliorare l’accoglienza dei visitatori, che sono invitati a tornare più volte alla Pinacoteca nell’arco di questo anno così importante grazie anche ad un conveniente abbonamento del costo di 20 euro.
La festa è già iniziata nel gennaio scorso con un evento d’eccezione, la mostra Caravaggio ospita Caravaggio che resterà allestita sino al 29 marzo 2009.
Secondo importante evento, Raffaello, Lo sposalizio della Vergine. Presentazione del restauro, dal 19 marzo 2009. Già da alcuni mesi i visitatori possono assistere in diretta al restauro della pala di Raffaello nel laboratorio «a vista» allestito nella Sala XVIII. Dal 19 marzo la pala è esposta nella cornice originaria con documenti che ne svelano i risultati emersi dalle indagini conoscitive.
 
Dal 7 aprile al 2 giugno Brera com’era: Paesaggi di Lombardia. 1817-1822, la Sala dei Paesaggi, un excursus sul paesaggio della Lombardia che ripercorre uno degli antichi allestimenti della Sala dei Paesaggi nel 1822.
 
Dal 5 maggio 2009 in uno dei saloni napoleonici verrà esposto il gesso della statua di Napoleone realizzato da Antonio Canova restaurato per l’occasione insieme alla sua base.
 
Dall’11 giugno al 20 settembre Brera com’era: il “Gabinetto dei ritratti dei pittori” di Giuseppe Bossi, un doveroso omaggio ad uno dei primi segretari dell’Accademia delle Belle Arti Giuseppe Bossi, che dal 1801 si dedicò alla riorganizzazione dell’Accademia e all’allestimento della costituenda Pinacoteca. A lui si deve l’acquisizione del Cristo morto del Mantegna e dello Sposalizio della Vergine di Raffaello.
 
Dopo la grande festa per Brera organizzata per agosto 2009, riprendono gli eventi espositivi con l’autunno. Dal 15 ottobre 2009 al 5 febbraio 2010 I Crivelli che arrivarono a Brera una mostra che desidera raccontare la dispersione di alcune delle dodici tavole arrivate a Brera con le requisizioni effettuate nelle Marche dal 1811.
 
Brera e la guerra. L’Archivio Fotografico della Soprintendenza: documenti sul primo e sul secondo conflitto mondiale, dall’11 novembre 2009 al 10 gennaio 2010. La storia della Pinacoteca attraverso gli eventi drammatici della guerra che colpirono e ferirono non solo la città di Milano, ma anche la Pinacoteca stessa. Un omaggio ai funzionari, eroi silenziosi, che con il loro solerte lavoro anche a rischio della propria incolumità portarono in salvo le opere della Pinacoteca, il tutto documentato da campagne fotografiche.
 
Informazioni:
Pinacoteca di Brera, Via Brera 28, Milano
Orario: 8,30 – 19,15. Chiuso il lunedì.
Biglietto: euro 10,00.
Abbonamento per il bicentenario: euro 20,00
Per informazioni e prenotazioni: 02.72263204; 02.89421146
Sito web: www.brera.beniculturali.it

 

 
 
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