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venerd 10 febbraio 2012

Per chi sta organizzando il proprio matrimonio, l’anno che si appena concluso è stato davvero di grande ispirazione con ben due matrimoni “reali” che hanno fatto sognare milioni di aspiranti spose: il matrimonio tra William e Kate lo scorso 29 aprile e quello di Alberto di Monaco e Charlene il 3 luglio. Due eventi sociali, ma soprattutto mediatici, che hanno saputo, grazie a magistrali regie organizzative, rinverdire la favola di Cenerentola che incontra e sposa il suo principe azzurro. E in tempo di crisi si ha certo ancor più bisogno di sognare.

Di Cristina Sartori, pubblicato su LA DIFESA DEL POPOLO, del 5 febbraio 2012

 

Per chi sta organizzando il proprio matrimonio, l’anno che si appena concluso è stato davvero di grande ispirazione con ben due matrimoni “reali” che hanno fatto sognare milioni di aspiranti spose: il matrimonio tra William e Kate lo scorso 29 aprile e quello di Alberto di Monaco e Charlene il 3 luglio. Due eventi sociali, ma soprattutto mediatici, che hanno saputo, grazie a magistrali regie organizzative, rinverdire la favola di Cenerentola che incontra e sposa il suo principe azzurro. E in tempo di crisi si ha certo ancor più bisogno di sognare. Ecco che questi due eventi, per la prima volta seguiti in tempo reale su internet oltre che sulle principali reti televisive di tutto il mondo – anche se va detto che il primo matrimonio mediatico fu quello tra Carlo e Diana, il 29 luglio del 1981 seguito in diretta televisiva da 750 milioni di persone – hanno dato davvero l’impressione di trovarsi con gli sposi, di partecipare a questo sogno collettivo che ha sicuramente ispirato moltissime giovani ragazze in procinto di organizzare le proprie nozze. Perché, lasciatecelo dire, in ognuna di noi alberga il sogno della Sposa-Regina, e tutte, anche le più sportive e disinvolte, in quell’unico e incantevole giorno perfetto, cedono alla tentazione di affacciarsi alla navata della chiesa tuffate in strati di tulle, di velo, di taffetas, tra mille fiori, fiocchi e sguardi estasiati.
Dopo il tripudio di cerimonie sofisticatissime e all’insegna dell’originalità estrema e della ricercatezza a tutti i costi, per le quali negli anni Ottanta e Novanta spesso si accendevano mutui decennali, la crisi di questi ultimi tempi ha finalmente convinto a scegliere una elegante e raffinata sobrietà che non significa affatto sminuire il sogno del giorno perfetto e indimenticabile.
Perché organizzare un matrimonio di gusto ed eleganza non costa necessariamente una fortuna, anche se, va detto, per sposarsi un soldino messo da parte ci vuole. Ma si può davvero farlo fruttare bene facendo scelte oculate e il più delle volte vincenti proprio perché votate alla semplicità di un buon gusto che non sbaglia mai.
Certo affidarsi a professionisti del settore, i mitici weedding planner, aiuta a trovare il dettaglio più curioso e particolare, ad avere una cerimonia originale e a non cadere in trappoloni del fai-da-te che possono talvolta rovinare l’evento di una vita. Ma è certamente possibile organizzare il proprio matrimonio anche da soli, basta avere le idee chiare.
Chiesa o municipio. La prima cosa da tenere a mente nell’organizzare la cerimonia, oltre al budget previsto ovviamente, è di scegliere ciò che piace agli sposi, cercando di evitare di lasciarsi condizionare da ciò che desiderano le mamme, le zie, i papà, i parenti e gli amici. Il matrimonio è prima di tutto un impegno che legherà indissolubilmente due anime che si sono incontrate e che hanno deciso di unire i loro mondi trasformandoli in un mondo solo. Quindi sono loro i protagonisti di questo momento ed è giusto che ciò venga rispettato da tutti.
Già questo dovrebbe essere sufficiente, ma sappiamo che “anche l’occhio vuole la sua parte”. Ecco quindi: idee chiare tra i due “nubendi” su cosa si desidera. Se le scelte operate saranno in linea con la personalità degli sposi, nessuno degli invitati avrà nulla da ridire, perché in ogni caso la cerimonia rispecchierà gli sposi. Non avere paura quindi di contenere il numero degli invitati tralasciando gli inviti “perché si deve” o per evitare “offese”, o di scegliere il disinvolto agriturismo piuttosto che la villa più impegnativa; state certi che nella delicata fase dell’organizzazione chiunque troverà qualcosa da dire. Posto questo, date un’impronta alla cerimonia che dovrà caratterizzare qualsiasi scelta. Una cerimonia semplice potrà essere calda e intima anche senza la cantante lirica, ma magari accompagnata dalla semplice musica dell’organo che in chiesa è sempre di grandissima suggestione, o dal coro della parrocchia magari composto da amici.
I fiori sono sicuramente indispensabili ma ricordiamoci che il fiore più bello è la sposa. Per non ofuscarne il fascino, e anche per risparmiare un pochino, conviene sempre scegliere i fiori di stagione; d’estate anche delicati bouquet di margherite e fiordalisi sono emozionanti al pari di sua maestà la rosa che nei mesi invernali deve essere fatta arrivare dai paesi più caldi. D’inverno invece sono bellissimi i ciclamini bianchi ad esempio, anche arricchiti di rami di pino e di gypsophila bianca, il piccolo delicato fiore tipico delle spose, che ha un grande fascino ed una spesa contenuta.
Le partecipazioni devono semplicemente comunicare il felice evento ed invitare le persone che si amano a condividere questo momento con gli sposi. Un semplice cartoncino bianco, avorio o grigio perla, sarà la scelta più elegante e raffinata, e qualsiasi tipografia ne è ben fornita a prezzi davvero vantaggiosi: ovviamente un amico dotato di talento potrà impreziosirlo con un piccolo disegno o elaborare il monogramma degli sposi, ma senza esagerare, dato che probabilmente nel giro di poche settimane finirà in un cassetto.
Foto e video della cerimonia sono un must ma anche un business. Con le fotocamere digitali oggi si fanno miracoli anche per quanto riguarda le elaborazioni delle foto e chiunque può scattare le foto che ritiene più belle donandole poi agli sposi. Il fotografo ufficiale avrà il delicato compito di scattare solo le foto della cerimonia che andranno poi raccolte in un album semplice ed elegante: decisamente fuori moda l’album magari in cuoio bianco borchiato, o incrostato di Swarovski, chiuso in una ingombrantissima e pesante valigia modello “24 ore in viaggio da Roma a Milano”.
Altra voce di spesa forse troppo sopravvalutata è quella riservata alle bomboniere, oggetti il più delle volte non bellissimi e quasi sempre inutili. Fortunatamente sempre di più si sceglie di rivolgersi al commercio equo e solidale: iniziativa bellissima che coniuga il piacere di offrire agli invitati un ricordo della cerimonia con la lodevole iniziativa di fare qualcosa per i paesi più poveri.
Il vestito della sposa. Questo è davvero il momento più delicato che richiede attenzione nella scelta: meglio essere sempre se stesse anche in quella magica giornata. Una sposa a proprio agio sarà molto più radiosa di una sposa in difficoltà nel portare lo strascico troppo lungo, il velo troppo pesante, o i tacchi troppo alti. Purtroppo qui il budget di solito “sfora”. Gli atelier che vendono abiti da sposa davvero incantano gli occhi anche di chi si è già sposato, ma i prezzi sono quasi sempre impegnativi: ponetevi un limite e cercate di rispettarlo, e soprattutto dedicate un minuto di riflessione a questo fatto: si indossa un solo giorno in tutta la vita. Poi finisce in armadio, custodito certo tra i ricordi più cari, ma inutilizzato. E non credete a chi vi dice che si può riutilizzare: non avviene mai. Sulla scelta del modello, un consiglio da parte di chi ci è già passato: divertitevi a sognare con l’abito più prezioso e affascinante, ma tenete presente che deve rispecchiare il vostro modo di essere. Detto questo lasciatevi guidare dalle assistenti degli atelier nel scegliere il modello che vi sta meglio indosso. Con un piccolo consiglio: in chiesa le spalle meglio coperte, magari da un impalpabile tulle o un pizzo prezioso: decisamente più elegante e si addice a tutte! E ora W gli Sposi!!

 
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